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Rifugio al Passo Falzarego, Italia

Rigenerazione Di Un'Ex Caserma Militare Della Prima Guerra Mondiale Nelle Dolomiti

Come per molti altri insediamenti militari temporanei costruiti a causa della guerra sulle pendici dei monti attorno a Cortina, negli ultimi giorni di ottobre del 1917 il villaggio fu abbandonato. Nella frettolosa ritirata gli ordini furono di far saltare i depositi di munizioni e tagliare i ponti, non ci fu il tempo per recuperare e trasportare armi e materiali pesanti trasportati così faticosamente a quelle altitudini. È possibile che lo smantellamento e il recupero delle parti in legno e ferro siano iniziati con la rioccupazione austriaca tra il novembre '17 e l'ottobre 1918. Si suppone tuttavia che la quasi totale distruzione degli edifici, soprattutto per il recupero di materiali ferrosi, sia stata più probabilmente opera delle compagnie "recuperanti", adeguatamente attrezzate, di cui si hanno notizie certe ad esempio nel caso dello smantellamento delle blindature e delle poutrelle nel vicino Forte Tre Sassi al Passo di Valparola (1936).

Questo sito esprime uno dei concetti più forti e protagonisti di questo conflitto, il rapporto tra uomo, natura e un paesaggio ostile. Le pareti antistanti, oggi meta ambita dagli alpinisti, rappresentavano paura e timore tra i soldati a causa dei pericoli naturali (come frane e smottamenti). Tuttavia le stesse pareti funzionavano come elemento di protezione e copertura dagli attacchi nemici. Qui la percezione del luogo è spesso contrastante all'interno del visitatore. Le rovine presenti mostrano non possono ricondurci a uno degli eventi più sanguinosi della storia, ma allo stesso tempo non possiamo non apprezzare il paesaggio e la bellezza che ci circonda. Da qui è possibile percepire tutta la valle verso le Cinque Torri, Vervei e Cortina, inoltre se si sale sul dente di roccia posto tra il sito e il Piccolo Lagazuoi si ottiene una vista su tutta la valle (da Cortina al Passo Falzarego). All'interno della rete di interventi, qui il percorso si amplia creando nuovi spazi con sedute informative e punti di riferimento, di fronte alle rovine, per poi inserirsi in uno di questi, realizzando un rifugio alpino in corten, acciaio e legno che possa fungere da struttura per mettere in sicurezza le pareti (ora pericolanti) e dare la possibilità ai fruitori di dormire e soggiornare in questo luogo ricco di memoria così da poterne apprezzare l'aspetto storico e allo stesso tempo paesaggistico. Infine, attraverso una diramazione di questi spazi si vuole realizzare una scala metallica e dei "cancelli" per collegare il punto più alto del dente di roccia a ovest (ora difficilmente accessibile). Da qui sarà poi possibile proseguire verso il Passo Falzarego e il Museo all'aperto della Grande Guerra sul Piccolo Lagazuoi.

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